Il ponte sul Canale del Ciolo
Il canale del Ciolo visto dal ponte

Chi arriva da Corsano se lo trova davanti all’improvviso: la strada costiera corre fra muretti e macchia, poi il terreno si apre e sotto di voi c’è una gola stretta che scende fino al mare. È il Canale del Ciolo, nel territorio di Gagliano del Capo, a circa 5 chilometri dalla casa, otto minuti d’auto. Sembra un fiordo in miniatura, con pareti verticali di roccia chiara e sul fondo una lingua d’acqua limpidissima. È uno dei posti più fotografati del basso Salento e, allo stesso tempo, uno dei più fraintesi: non è una spiaggia attrezzata, è un ambiente naturale impegnativo.

Il canale e il ponte

Il ponte che scavalca la gola è alto quasi quaranta metri e regala la vista migliore sull’insenatura: da lì si vede l’acqua cambiare colore a seconda dell’ora e le barche entrare nel canale. Sotto, in fondo alla fenditura, c’è una piccola caletta di ciottoli raggiungibile a piedi con una scaletta e qualche tratto di roccia. Lo spazio è poco: in alta stagione si riempie presto e il parcheggio lungo la strada è limitato, quindi arrivare entro le nove del mattino fa una differenza enorme.

Il ponte è noto anche per i tuffi: c’è chi si lancia da diverse altezze e c’è chi si ferma apposta a guardare. Vale la pena dirlo con chiarezza: è una pratica pericolosa, che dipende da fondale, correnti e condizioni del giorno, e che non consigliamo a nessuno dei nostri ospiti. Il modo giusto di vivere il Ciolo è guardarlo dall’alto, scendere alla caletta con calma e, semmai, nuotare dentro il canale restando vicini alla riva.

Il Sentiero delle Cipolliane

Dal Ciolo parte il tratto più bello di tutta questa costa: il Sentiero delle Cipolliane, che collega la gola al porto vecchio di Marina di Novaglie. È un tracciato antico, usato un tempo da pescatori e commercianti per portare le merci verso l’entroterra, e oggi percorre circa due chilometri di costa a picco, fra macchia bassa, pietra bianca e affacci sul blu. Il dislivello non è forte, ma il fondo è roccioso e irregolare: servono scarpe chiuse con una suola decente, non i sandali da mare.

Il percorso si può fare in entrambe le direzioni. Molti partono da Novaglie e arrivano al Ciolo, altri fanno il contrario; in ogni caso va messo in conto il ritorno, a piedi oppure organizzando due auto. Non c’è ombra, non ci sono fontane e il telefono non sempre prende bene: è un’escursione semplice ma da affrontare con la testa, soprattutto in estate.

Consiglio pratico: partite all’alba o nel tardo pomeriggio, con almeno un litro e mezzo d’acqua a testa, scarpe chiuse, cappello e una maglia leggera a maniche lunghe. Evitate del tutto le ore centrali fra giugno e settembre: il sentiero è esposto al sole per quasi tutta la sua lunghezza e la roccia chiara riflette il calore.

Le grotte preistoriche

Lungo il sentiero si incontrano le Grotte delle Cipolliane, quattro ripari sotto roccia aperti a una trentina di metri sopra il mare. Non sono grotte spettacolari da cartolina: sono cavità asciutte, essenziali, che però hanno un peso notevole per gli studiosi del Paleolitico superiore. Gli scavi vi hanno individuato industrie litiche riferibili alle fasi epigravettiane e romanelliane e resti faunistici che raccontano com’era questo paesaggio decine di migliaia di anni fa, quando il livello del mare era più basso e la pianura si estendeva molto più avanti.

Fermarsi qui qualche minuto cambia la prospettiva sull’intera passeggiata: la costa che state camminando era abitata molto prima delle torri, dei paesi e delle strade. Se volete approfondire, esistono escursioni con guide naturalistiche del posto che raccontano geologia e preistoria lungo il percorso: informatevi sui canali ufficiali degli organizzatori per date e modalità.

Da Gagliano del Capo a Novaglie

Tutto questo tratto, fra Gagliano del Capo e Marina di Novaglie, rientra nel parco naturale regionale che tutela la costa fra Otranto e Santa Maria di Leuca. È una successione di scogliere alte, calette minuscole e antichi approdi di pescatori. Marina di Novaglie, frazione di Alessano, è a circa 4 chilometri da Corsano, sei minuti d’auto: ha un porticciolo raccolto, punti in cui si scende in acqua dagli scogli e un’atmosfera molto più tranquilla rispetto al Ciolo nelle ore di punta.

Chi soggiorna a Corsano ha un vantaggio concreto: partire presto non costa nulla. Si esce di casa alle sei e mezza, si cammina con il fresco, si rientra per colazione e si passa il resto della mattina in acqua. È il modo migliore di godersi questa costa senza condividerla con centinaia di persone.

Il Ciolo è a otto minuti da La Putea in Salento

Dormire a Corsano significa poter partire all’alba per il sentiero e rientrare a casa per la doccia prima che il caldo si faccia serio.