Risalendo la costa adriatica da Corsano, dopo circa 19 chilometri di litoranea fra scogliere e uliveti, si arriva a Castro. È uno dei pochi posti del basso Salento che mette insieme due cose molto diverse: un patrimonio geologico di primo piano sotto il livello della strada e un borgo medievale murato sopra, affacciato sul mare da un’altura. Vale una mattinata intera, e si abbina bene a un bagno nel pomeriggio.
Perché si chiama Zinzulusa
Il nome viene dal dialetto: gli zinzuli sono gli stracci, i panni appesi. Entrando nella grotta si capisce subito il perché, perché dalla volta pendono stalattiti fitte e irregolari che sembrano davvero biancheria stesa. L’ingresso si apre in parete, a pochi metri dall’acqua, e l’interno alterna ambienti più ampi, con un piccolo bacino d’acqua, a passaggi stretti dove le concrezioni si infittiscono: è in quella seconda parte che la grotta dà il meglio di sé.
La cavità si sviluppa per circa 260 metri, di cui un centinaio e mezzo percorribili in sicurezza, ed è considerata uno dei fenomeni carsici più importanti del Salento. Un dettaglio che colpisce chi la visita: le concrezioni crescono nell’ordine di un centimetro ogni cento anni. Per questo la regola più importante è anche la più semplice, cioè non toccare nulla: le parti annerite dal passaggio delle mani hanno smesso di crescere.
Come si visita
La grotta si visita soltanto con accompagnamento guidato, lungo un percorso attrezzato. Ci si arriva da terra, scendendo dal centro di Castro verso il mare, oppure via acqua dal porticciolo di Castro Marina con le imbarcazioni che effettuano il giro delle grotte della zona. Orari, tariffe e calendario di apertura variano con la stagione e con le condizioni del mare: vanno verificati sui canali ufficiali della grotta prima di mettersi in viaggio, soprattutto fuori dai mesi estivi.
Castro Superiore, il borgo murato
Castro si divide in due: il borgo antico in alto, chiamato Castro Superiore, e la marina in basso. Il borgo è un intrico di vicoli stretti in pietra chiara, con archi, slarghi improvvisi e affacci che si aprono all’improvviso sul blu. Si gira interamente a piedi in un’ora, ed è uno di quei posti in cui conviene non seguire un itinerario preciso: basta perdersi.
Il monumento principale è il Castello Aragonese, fortezza cinquecentesca che domina l’abitato e ospita il museo archeologico cittadino. Gli scavi condotti nell’area hanno restituito materiali di grande rilievo, fra cui il busto di divinità femminile che ha riportato l’attenzione degli studiosi su Castro come approdo antico legato alle rotte del Mediterraneo e alla tradizione virgiliana. Anche in questo caso, per giorni e orari di apertura del museo fate riferimento ai canali ufficiali del Comune: variano parecchio fra alta e bassa stagione.
Castro Marina e il resto della giornata
Scendendo verso il mare si arriva a Castro Marina, il porticciolo da cui partono le escursioni in barca lungo la costa. Qui la scogliera è attrezzata in alcuni punti e libera in altri, l’acqua è profonda e il fondale limpido. È un bagno diverso da quello delle marine di casa: più frequentato, più comodo, con qualche servizio in più a portata di mano.
Se avete tempo, la litoranea che collega Castro alle marine più a sud è essa stessa parte della gita: si guida a picco sul mare, con soste panoramiche continue. Da Corsano si arriva in poco più di venti minuti, quindi il piano che funziona meglio è partire presto, visitare la grotta, girare il borgo, pranzare con calma e rientrare nel primo pomeriggio, quando la terrazza di casa è il posto migliore dove stare.
Castro a poco più di venti minuti da La Putea in Salento
Da Corsano si arriva a Castro in poco più di venti minuti lungo la litoranea: una gita comoda per la mattina, con rientro a casa per il pomeriggio in terrazza.