A circa 12 chilometri da Corsano la terra finisce davvero. Santa Maria di Leuca è il punto in cui il Salento si chiude fra due mari, e non è una formula da depliant: il promontorio separa fisicamente l’Adriatico dallo Ionio, e da lassù si distinguono due azzurri diversi che si toccano. È il posto che tutti vogliono vedere almeno una volta, e proprio per questo conviene organizzarsi per vederlo bene, non di corsa e non a mezzogiorno di agosto.
Il Santuario de Finibus Terrae
Sulla sommità di Punta Meliso sorge la basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, uno dei luoghi di fede più antichi del Salento e per secoli tappa finale dei pellegrini che scendevano fin qui. L’aspetto attuale risale al 1720: facciata sobria in carparo, interno raccolto, porte in bronzo realizzate in occasione del Giubileo del 2000. Il piazzale davanti alla chiesa è uno dei punti panoramici migliori dell’intero Capo, e resta un luogo di culto attivo: abbigliamento adeguato e voce bassa. Per gli orari delle celebrazioni e delle aperture vi conviene sempre controllare i canali ufficiali del santuario prima di salire.
Il Faro e le due punte
Accanto al santuario si alza il faro di Leuca, costruito nel 1866: quarantasette metri di torre impostati su un promontorio già alto un centinaio di metri sul mare, tanto che dalla costa la sua luce sembra sospesa a mezz’aria. È uno dei fari più importanti d’Italia e resta un impianto operativo: le eventuali visite alla torre seguono calendari e modalità che cambiano nel tempo, quindi verificate sempre sui canali ufficiali prima di contare su un ingresso.
Dal piazzale lo sguardo corre da Punta Meliso, sul versante adriatico, a Punta Ristola, che chiude l’insenatura dalla parte dello Ionio ed è l’estremità più meridionale della penisola salentina. Fra le due punte si distende l’abitato con il suo porto. È il posto giusto per capire la geografia di tutto il basso Salento in un colpo d’occhio: da un lato la costa alta e frastagliata che risale verso il Ciolo e Novaglie, dall’altro il litorale che si addolcisce fino a diventare sabbia.
La scalinata monumentale e la cascata
Dal piazzale del faro scende la scalinata monumentale, affiancata dalla cascata alta circa centoventi metri realizzata nel 1939 per celebrare il compimento dell’Acquedotto Pugliese: Leuca è il punto d’arrivo simbolico di quell’opera, e la fontana alla base è sormontata da una colonna romana arrivata da Roma per l’occasione. Salire o scendere i gradini è la passeggiata classica del lungomare, da fare però con la testa: non c’è ombra e i gradini sono molti. Non date per scontato di trovare la cascata in funzione, perché l’acqua non scorre in permanenza: se ci tenete, informatevi prima sui canali ufficiali.
Le ville dell’Ottocento sul lungomare
La parte che molti visitatori attraversano senza guardare è in realtà la più particolare. Lungo il fronte mare e sulle pendici che scendono verso l’acqua si contano oltre quaranta ville nobiliari costruite fra la fine del Settecento e l’Ottocento, quando Leuca divenne il luogo di villeggiatura delle famiglie benestanti dell’entroterra salentino. Sono edifici eclettici, in stile moresco, liberty o pompeiano, con torrette, logge e giardini: un piccolo catalogo di architettura di villeggiatura che non ha eguali nel resto della regione. La maggior parte è privata e si osserva soltanto dall’esterno, perciò la visita giusta è una passeggiata lenta lungo il lungomare, meglio nel tardo pomeriggio.
Le grotte e il mare
La costa attorno alle due punte è bucata da decine di cavità. La Grotta del Diavolo, presso Punta Ristola, deve il nome ai rumori che vi si sentivano e ha restituito reperti che la indicano come stazione importante del Paleolitico; poco oltre, sul versante ionico, si apre la Grotta Porcinara, legata a frequentazioni molto antiche. Molte di queste cavità si vedono soltanto dall’acqua: dal porto partono escursioni in barca lungo entrambi i versanti, con durate e condizioni che dipendono dal mare del giorno. Tariffe, orari e partenze vanno verificati direttamente con gli operatori, perché cambiano di stagione in stagione.
Dalla casa a Corsano, Leuca è una gita comoda anche di sera, magari dopo una giornata passata sugli scogli vicini: si arriva in poco più di un quarto d’ora, si cena con calma e si torna senza affrontare chilometri di strada al buio.
Leuca a dodici chilometri da La Putea in Salento
Dormire a Corsano vi permette di scendere a Leuca al mattino presto o al tramonto, quando il piazzale del faro è finalmente vivibile.