Dal Capo di Leuca il Salento si apre in due direzioni opposte e, con un po’ di organizzazione, in una giornata si tocca l’una o l’altra costa senza fatica. A est c’è Otranto, affacciata sull’Adriatico e sul braccio di mare che la separa dall’Albania; a ovest Gallipoli, distesa sullo Ionio con la sua città vecchia costruita su un’isola. Sono le due gite classiche da mettere in programma quando la giornata in spiaggia può aspettare.
Otranto, il mosaico e la città murata
Da Corsano a Otranto sono circa 45-50 km, all’incirca un’ora d’auto: è una distanza approssimativa, che cambia parecchio a seconda che scegliate l’interno o la litoranea adriatica, molto più bella ma anche molto più lenta in agosto. Il cuore della visita è la cattedrale di Santa Maria Annunziata, che custodisce uno dei cicli musivi più importanti del medioevo italiano: il mosaico pavimentale realizzato nel XII secolo dal monaco Pantaleone. È un immenso albero della vita che risale tutta la navata e mescola episodi biblici, bestiari, i mesi dell’anno e figure del ciclo bretone. Si legge camminando, lentamente, cercando i dettagli uno dopo l’altro: vale la pena dedicargli più tempo di quanto sembri. Orari di apertura e modalità di visita cambiano con le stagioni e con le celebrazioni, quindi conviene verificarli sui canali ufficiali prima di partire.
A pochi passi si alza il castello aragonese, con il fossato e i bastioni che chiudono il borgo verso il porto; all’interno ospita spesso mostre ed eventi, anche questi da controllare in anticipo. Intorno si allunga il centro storico: vicoli stretti, scalinate, botteghe, e il camminamento sulle mura da cui il mare cambia colore a ogni ora. Se potete scegliere, entrate in città presto la mattina o nel tardo pomeriggio: la luce è migliore e i vicoli sono molto meno affollati.
Baia dei Turchi e il faro di Punta Palascìa
Poco a nord di Otranto, oltre la zona dei laghi Alimini, si apre la Baia dei Turchi: un’insenatura di sabbia chiara che si raggiunge a piedi attraversando un tratto di pineta, dentro un’area protetta. Non è una spiaggia cittadina attrezzata, quindi portatevi acqua e qualcosa per ripararvi dal sole.
Scendendo verso sud, invece, la strada costiera sale fino a Punta Palascìa, il punto più orientale d’Italia, dove un faro ottocentesco domina la scogliera e lo specchio d’acqua in cui Adriatico e Ionio si incontrano. Nelle giornate limpide la costa albanese si vede a occhio nudo. È il posto giusto per chiudere la giornata al tramonto, o per iniziarla all’alba se avete voglia di svegliarvi presto: il sole che esce dal mare, da qui, è uno di quei ricordi che restano.
Gallipoli, la città vecchia sull’isola
Gallipoli dista da Corsano circa 45 km, anche in questo caso poco meno di un’ora d’auto attraversando l’entroterra: sempre una stima, non un dato al metro. La città vecchia sorge su un’isola calcarea collegata alla terraferma da un ponte, e questa sola cosa ne spiega l’atmosfera. All’ingresso c’è il castello angioino, di impianto quadrangolare e poi rinforzato dagli aragonesi con bastioni imponenti, a guardia dell’antico porto. Dentro le mura si incontrano la cattedrale di Sant’Agata, le chiese delle confraternite, il mercato del pesce e un reticolo di vicoli che si stringe intorno a via Duomo.
Il giro migliore è il perimetro: camminare lungo le mura con il mare sempre a fianco, deviando ogni tanto nelle stradine interne. In un paio d’ore si fa il giro completo senza affanno, e restano le soste per un caffè o un gelato all’ombra.
I frantoi ipogei, la città sotto la città
Sotto il livello della strada Gallipoli nasconde i frantoi ipogei, ambienti scavati nel carparo dove per secoli si è lavorato l’olio che dal porto partiva verso mezza Europa: dal Cinquecento la città fu uno dei grandi scali dell’olio del Regno di Napoli. Visitarne uno aiuta a capire perché il centro storico è fatto così, con quei palazzi e quelle chiese dentro una città tanto piccola. Anche qui orari e biglietti vanno verificati sui canali ufficiali: alcuni frantoi si visitano solo in determinati periodi dell’anno.
Come organizzare la giornata partendo da Corsano
A pochi minuti dalla casa avete già la costa adriatica del Capo di Leuca, quindi le due città sono una scelta di varietà, non un obbligo. Se andate a Otranto vi conviene salire lungo la litoranea all’andata, con le soste ai belvedere, e rientrare più velocemente dall’interno la sera. Se puntate su Gallipoli fate il contrario: strada interna all’andata e tramonto sullo Ionio prima di tornare. In entrambi i casi mettete in conto il parcheggio fuori dal centro e qualche minuto di camminata, che d’estate è la norma. Portate scarpe comode, acqua e un cappello: i centri storici sono di pietra chiara e a metà giornata riflettono parecchio. E se la giornata si allunga, ricordate che la strada del ritorno verso il Capo di Leuca è tutta a misura di calma.
La vostra base per il Salento: La Putea in Salento
Da Corsano raggiungete in giornata Otranto e Gallipoli e tornate a dormire nel silenzio del Capo di Leuca. Scriveteci per verificare le disponibilità.