Nel Salento l’estate si mangia in piazza. Da giugno a settembre non c’è paese che non organizzi la sua sagra: tavolate lunghissime, piatti serviti dai volontari, un palco in fondo con la musica popolare e un prezzo che raramente supera quello di un panino in città. È il modo più onesto per assaggiare la cucina di qui, quella contadina e quella di mare, senza passare da un menù pensato per i turisti.
Cos’è davvero una sagra salentina
Non è un festival gastronomico e non è una fiera: è una festa di paese costruita intorno a un ingrediente. Quasi sempre la organizzano una pro loco o un comitato, i piatti si pagano a porzione con un ticket e si mangia su tavoli comuni, gomito a gomito con chi arriva dal paese accanto. La regola non scritta è presentarsi presto oppure tardi: intorno alle nove c’è la fila più lunga. La musica parte dopo cena e va avanti fino a notte, spesso con un gruppo di pizzica, e si finisce a ballare fra i tavoli.
Le sagre del Capo di Leuca, vicino a Corsano
Nel raggio di pochi chilometri dalla casa si concentrano diversi appuntamenti ricorrenti, quasi tutti fra luglio e agosto:
- Sagra de li Diavulicchi, a Morciano di Leuca: dedicata al peperoncino, si tiene nel centro storico in luglio.
- Sagra della Sciuscella, a Patù: un piatto povero della tradizione contadina, protagonista nei primi giorni di agosto.
- Sagra de li Piatti Nosci, a Castrignano del Capo: si svolge dentro il Borgo Terra, il piccolo nucleo medievale del paese, ed è una carrellata di ricette locali.
- Sagra del pesce fritto, a Santa Maria di Leuca: appuntamento di metà agosto, a una dozzina di chilometri da Corsano.
Le grandi sagre del Salento
Se avete voglia di spostarvi un po’ di più, ci sono tre appuntamenti che ogni anno richiamano un pubblico enorme. La Festa della Municeddha di Cannole, nell’entroterra verso Otranto, si tiene ad agosto ed è la più grande sagra italiana dedicata alla lumaca di terra: le municeddhe si servono in umido, in brodo o alla barese, e le presenze si contano a decine di migliaia lungo le serate. La Sagra te lu purpu di Melendugno celebra il polpo, cucinato in tutte le versioni della tradizione marinara, nei primi giorni di agosto. La Sagra dei ciceri e tria di Ugento è dedicata al piatto simbolo della cucina salentina, la pasta fatta a mano con i ceci in cui una parte della tria viene fritta: si tiene anch’essa a inizio agosto.
La puccia, il pane che diventa festa
Alla puccia il Salento dedica più di una sagra. È un pane tondo, morbido dentro e croccante fuori, che si farcisce con quello che c’è: pomodori secchi, capperi, tonno, formaggi, verdure. Le edizioni più note si tengono in estate, fra luglio e agosto, in diversi paesi della provincia di Lecce, e ce n’è anche una che cade a inizio settembre a Cocumola, frazione di Minervino di Lecce. Come per tutte le altre, i giorni esatti cambiano di anno in anno.
Come organizzarsi
Il calendario delle sagre non esiste in forma definitiva prima dell’estate: le date vengono annunciate dalle pro loco e dai comuni poche settimane prima, quindi vi conviene controllare le loro pagine ufficiali durante il soggiorno oppure guardare i manifesti affissi nei paesi, che restano il canale più affidabile. Da Corsano molte di queste serate sono a portata di una breve uscita in auto, e la cucina attrezzata della casa vi lascia liberi di alternare: una sera fuori a mangiare in piazza, una sera a cena in terrazza con quello che avete comprato al mercato. Un’ultima accortezza: se andate a una sagra molto frequentata decidete prima chi guida al rientro, perché il vino scorre generoso e le strade di campagna, di notte, sono buie e strette.
Dopo la sagra, casa vostra: La Putea in Salento
Una cucina attrezzata per le sere in cui volete restare e i paesi delle sagre a pochi minuti per quelle in cui no. Scriveteci per verificare le disponibilità.